Gli appassionati di cultura arricchiranno sicuramente la loro visita a Hoi An esplorando il Santuario di My Son, un sito eccezionale situato a circa un’ora di auto. Queste due destinazioni, ciascuna con il proprio fascino e i propri tesori, vi immergeranno nella storia affascinante della regione centrale di Quang Nam. Il centro storico di Hoi An e il Santuario di My Son sono stati dichiarati Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO nel dicembre 1999. Il sito archeologico di My Son risale a quasi dieci secoli fa e vi farà viaggiare indietro nel tempo, nel cuore di un regno scomparso: il Champa. Seguiteci alla scoperta di un’eredità inestimabile dell’affascinante civiltà cham. Immerso in una valle verde e tranquilla, il Santuario di My Son si trova a circa 45 km dal centro storico di Hoi An, 68 km da Da Nang e 145 km dalla Città Imperiale di Hue.
1. Storia del Santuario di My Son

La costruzione del santuario di My Son fu avviata nel IV secolo dal re Bhadravarman (che regnò dal 349 al 361) e completata alla fine del XIII secolo, all’inizio del XIV secolo, sotto il regno del re Jaya Simhavarman III. In origine, l’intero complesso ospitava circa 70 torri-tempio, che costituivano un vero e proprio compendio dei tesori storici, culturali e architettonici della civiltà cham. Sebbene meno grandioso rispetto ad altri monumenti del Champa, questo sito è riconosciuto come uno dei più importanti del Sud-est asiatico, insieme a Borobudur (Indonesia), Pagan (Myanmar) e Angkor Wat (Cambogia). Secondo lo studio delle antiche stele, il complesso di My Son fu inizialmente costruito in legno verso la fine del IV secolo, ma venne completamente devastato alla fine del VI secolo a seguito di un grave incendio. Fu a partire dal VII secolo che iniziarono a essere edificati i templi in mattoni, come quelli che possiamo ammirare ancora oggi in parte. Dalla seconda metà del XV secolo, il sito cadde nell’oblio fino alla sua riscoperta da parte dei francesi, che avviarono scavi e ricerche alla fine del XIX secolo. Nel 1898, gli studiosi della Scuola Francese dell’Estremo Oriente intrapresero ricerche e scavi a My Son. I lavori, in particolare quelli condotti dallo storico Louis Finot e dall’architetto e archeologo Henri Parmentier, dimostrarono che si trattava del sito religioso più grandioso e rappresentativo del popolo Champa. I francesi procedettero quindi agli scavi e ai restauri della prima fase di My Son fino agli anni Trenta. Molti oggetti preziosi di My Son sono oggi esposti al Museo della Scultura Cham di Da Nang, tra cui il Tesoro Nazionale Altare E1 di My Son, mentre altri furono inviati in Francia per essere esposti al Museo Guimet (come, ad esempio, la scultura di Shiva dalle dieci braccia).
Durante la Seconda guerra mondiale, le ricerche e i restauri furono interrotti e il sito cadde nuovamente nell’oblio. In poco più di 30 anni, My Son subì gravi danni, principalmente a causa dei bombardamenti. La struttura più grande, la torre A1 alta 24 metri e circondata da sei torri satelliti, capolavoro impressionante dell’architettura cham, fu distrutta dalle bombe americane alla fine del 1969. Fino al 1975, a My Son rimanevano solo 32 strutture, di cui circa una ventina conservavano l’aspetto originale. I templi di My Son sono un luogo religioso dedicato a Shiva, dio della creazione e della distruzione nell’induismo, e al re Bhadravarman, fondatore della prima dinastia di Amaravati nel IV secolo. Nel tempio del dio-re, le divinità sono rappresentate dal simbolo del linga. Questo linga venerato è la più antica manifestazione dell’unione tra potere reale e potere divino nel Sud-est asiatico. Il complesso archeologico è suddiviso in quattro settori, ciascuno con un tempio principale e diversi templi minori. È possibile ammirare il tempio Kalan, il Gopura (tempio-porta), il Mandapa, stele, statue del dio Shiva, divinità animali, danzatori… che raccontano l’universo culturale e religioso dell’epoca d’oro del popolo cham. Lo stile cham si è costantemente arricchito e diversificato nel corso dei secoli grazie alle diverse dinastie reali del Champa. Le torri e i templi si ispirano tutti alla grandezza e alla maestosità del Monte Meru, dimora sacra degli dèi induisti e centro dell’universo. La maggior parte degli edifici è costruita in mattoni cotti, con pilastri in pietra e decorazioni in arenaria finemente scolpite che raffigurano episodi della mitologia indiana. I templi sono raggruppati in complessi di due o più torri, circondati da mura, cortili e sentieri di collegamento. Ogni struttura ha una funzione specifica. Il tempio principale si trova al centro ed è generalmente orientato a est (verso le divinità). Alcuni grandi templi presentano anche un ingresso orientato a ovest.
2. Cosa da visitare a My Son Vietnam
2.1. Terra di misteri
Meno spettacolare rispetto ad altri siti cham, My Son occupa tuttavia un posto fondamentale nell’arte del Sud-est asiatico. È l’unico sito della regione la cui evoluzione si estende su quasi dieci secoli. Ancora oggi non è sempre possibile svelare i segreti delle tecniche di cottura dei mattoni e della composizione del legante utilizzato con estrema precisione dai Cham per costruire queste torri senza l’uso di malta. Sebbene profondamente influenzata dalla cultura indiana, l’arte scultorea cham di My Son ha sviluppato nel tempo una propria identità, che le conferisce un fascino unico e straordinario.
2.2. Museo di My Son
Si consiglia di iniziare la visita al Santuario di My Son dal Museo di My Son all’arrivo. Il museo offre una panoramica e informazioni utili per facilitare la scoperta del sito archeologico. Situato non lontano dalla biglietteria, espone numerosi reperti antichi come bassorilievi, mattoni, linga, ecc. Permette di comprendere meglio la storia e l’arte scultorea, nonché i motivi tipici dell’arte Champa.
2.3. Danza Apsara

Dopo aver esplorato i resti architettonici, i visitatori possono assistere a una magnifica danza Apsara. Ispirata alle statue in pietra, questa danza, chiamata “L’anima della pietra”, celebra il fascino puro della donna. Questo balletto unico è conosciuto come la danza delle ninfe celesti offerte alle divinità.
2.4. Provare il costume tradizionale Champa
È possibile noleggiare i costumi tradizionali Champa, indossarli e scattare fotografie con questi abiti presso il sito di My Son.
3. Biglietti e orari di visita 2024
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Orari di apertura: 07:30 – 17:30
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Biglietto: 150.000 VND/persona (meno di 7 USD/persona)
Il prezzo del biglietto include la visita del sito, il servizio di navetta elettrica e l’accesso agli spettacoli di danza tradizionale cham.
4. Periodo migliore per visitare il Santuario di My Son
La provincia di Quang Nam presenta due stagioni distinte: la stagione delle piogge e la stagione secca.
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La stagione delle piogge va da settembre a dicembre.
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La stagione secca, da febbraio ad agosto, è il periodo più favorevole per visitare i templi di My Son. I mesi migliori sono da febbraio a maggio, quando il clima è più fresco e il sole meno intenso.
Il Santuario di My Son è particolarmente consigliato agli appassionati di civiltà antiche. Questo gioiello millenario rappresenta una tappa imperdibile lungo la costa centrale, inserita nel celebre Itinerario del Patrimonio del Vietnam che attraversa Hue, Da Nang e Hoi An. Se il tempo lo consente, è inoltre consigliabile visitare il Museo della Scultura Cham di Da Nang per approfondire la conoscenza dell’universo mistico del Champa.
5. Come arrivare a My Son?
Il Santuario di My Son si trova nella provincia di Quang Nam, nel Vietnam centrale. Immerso nella valle di Duy Phu, a circa 69 chilometri a sud-ovest della città di Da Nang e a circa 40 chilometri a ovest di Hoi An, il sito è circondato da catene montuose verdeggianti. È possibile fare una sosta a My Son lungo il percorso tra Hue e Hoi An.
Per raggiungere My Son da Da Nang o Hoi An, esistono diverse opzioni di trasporto:
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In auto privata con autista (e guida): viaggiare da Da Nang o Hoi An a My Son con un’auto privata e autista offre il miglior equilibrio tra comfort, flessibilità e comodità. Potrete rilassarvi in un ambiente climatizzato e disporre di maggiore spazio per voi e i vostri effetti personali. Senza preoccuparvi degli orari dei bus o delle fermate prestabilite, sarete voi a decidere il percorso, le soste lungo il tragitto e la durata della visita. Affidatevi ad Asiatica Travel per il vostro viaggio in Vietnam e penseremo noi a organizzare tutto.
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In moto o scooter: se vi sentite a vostro agio alla guida di una moto o di uno scooter, potete noleggiarne uno a Da Nang o Hoi An e raggiungere My Son via strada. È un’opzione molto apprezzata dai viaggiatori in buona forma fisica che cercano un’esperienza più avventurosa. È consigliabile avere un’app GPS per non perdere tempo a cercare la strada giusta, oltre a patente, casco e occhiali antipolvere. In condizioni normali, il tragitto dura circa 1 ora e 30 minuti.
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In autobus locale da Da Nang: la linea 06 parte ogni giorno dalle 5:30 alle 17:00 da Da Nang verso My Son. Gli autobus seguono orari fissi, ai quali è necessario adattarsi. Inoltre, possono essere molto affollati, soprattutto nei periodi di alta stagione turistica, rendendo il viaggio meno confortevole.
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I taxi non sono consigliati, poiché il tragitto è lungo e costoso.
6. Come vestirsi?
Si consiglia di indossare abiti leggeri e comodi, oltre a scarpe adatte a camminare per esplorare il sito. Portate con voi un cappello, occhiali da sole e crema solare per proteggervi dai raggi UV.
7. Dove mangiare?
All’interno del complesso di My Son non ci sono ristoranti, ma all’esterno si trovano bancarelle e caffè che servono piatti vietnamiti e alcune specialità locali come il Mi Quang. Assicuratevi di portare dell’acqua per rimanere idratati.
Kieu Linh
Xin chao! Mi chiamo Kieu Linh, la consulente di viaggio presso Tropicana Travel con 5 anni di esperienza. Vorrei condividere la mia idea di viaggio in Vietnam, Cambogia, Laos & Thailandia via questo blog.